Ecco l’articolo di InFolio sul nostro nuovo progetto di inclusione: Social Park

Lontano dal grigio del centro città, Il Bar del Centroparco è un’oasi verde dove prendersi una pausa dalla frenetica quotidianità e Diego Ricco, che lo gestisce insieme ai genitori Anna e Pasquale, ha le idee molto chiare sul ruolo che la struttura può giocare nel contesto sociale di Segrate.

Ho sempre lavorato nell’ambito dei locali notturni. Dopo tanti anni ho deciso di dedicarmi a qualcosa di totalmente diverso e, innamoratomi di questa location, ho subito pensato a come poterla far crescere in modo che non fosse solo un punto di ristoro ma anche un luogo di riferimento per progetti di utilità sociale.

racconta l’imprenditore. “Il bando con cui abbiamo ottenuto la gestione del posto richiedeva, tra i requisiti, l’organizzazione di eventi socio culturali e progetti di inclusione, caratteristiche che rispecchiavano in pieno ciò che noi avevamo in mente”.

Un sodalizio perfetto, insomma, un’unione di intenti che non può che giovare a tutta la cittadinanza.

Per soddisfare fin da subito le esigenze del bando e i nostri propositi, abbiamo stretto una collaborazione con PizzAut

spiega Diego, “progetto fondato dal mio amico Nico Acampora, volto a realizzare locali gestiti da ragazzi affetti da autismo, affiancati da veri professionisti della ristorazione e della riabilitazione. Con Pizzaut le persone sono avviate a una prima fase di formazione che consente di studiare, insieme a psicologi ed educatori, la mansione più adeguata per ognuno di loro in modo da inserirle in ambiti in cui piano piano possono sentirsi autosufficienti e in equilibrio col mondo.

“Il nostro intento non è quello di unire i due brand, Centroparco e PizzAut, anche perché abbiamo già iniziato la formazione dei ragazzi autistici nei comuni limitrofi, ma di crearne un altro che si chiamerà Social Park e che includerà molte altre iniziative.

Ecco dunque la grande novità: la struttura subirà una trasformazione importante, senza abbassare il livello del suo servizio ma, anzi, aumentandolo.

Con Social Park vogliamo mettere a disposizione i nostri spazi, le nostre strutture e tutte le nostre competenze professionali per includere persone provenienti da categorie svantaggiate. Parliamo non solo di ragazzi con disabilità ma anche di adulti che hanno perso il lavoro o che vivono in condizioni di disagio. Tutto questo condito da da un sostanziale ampliamento dell’offerta al pubblico che continuerà in un nuovo spazio dedicato alla tavola calda e alla pizzeria.

L’idea è proprio quella di allargare l’attività di ristorazione in modo da aumentare anche i nostri addetti che apparterranno proprio a categorie protette come previsto dal bando di di gara proposto dal Comune. Per avviare questo progetto, ci faremo aiutare da un educatore e da Acampora stesso che, per quanto riguarda i progetti sociali, è un professionista indiscusso. Nico supervisionerà l’opera nel suo insieme e si occuperà in prima persona degli inserimenti sia dei ragazzi con disabilità che delle persone che vivono situazioni di svantaggio. Inoltre creeremo una forte sinergia con le associazioni del territorio e con gli uffici comunali da cui abbiamo sempre ricevuto un completo appoggio”.

Social Park sarà un grande serbatoio di iniziative ludiche e formative che organizzerà tirocini per indirizzare poi operatori formati in altre realtà imprenditoriali come Panini Durini o Rossopomodoro, con cui Diego ha già stretto ottimi rapporti.

“Non dimentichiamoci del potenziale che questo parco può offrire. Da quando siamo qua, infatti, dopo aver affrontato diverse difficoltà, legate a situazioni precedenti, ed esserci ritagliati pian piano uno spazio importante nella vita dei segratesi, siamo riusciti ad organizzare momenti di aggregazione e di svago che potranno essere sviluppati anche in futuro, Mi riferisco alla ginnastica mattutina con i nostri personal trainer, ai brunch domenicali, alle performance artistiche, alle mostre fotografiche e di pittura, per non parlare poi delle grigliate, delle feste e dei concerti che hanno visto una grandissima partecipazione” conclude il gestore. Il Centroparco sembra dunque davvero rinato con le idee innovative di chi se ne sta occupando. Grazie all’impegno di un gruppo che, sotto la guida dell’instancabile Anna, va incontro alle esigenze delle famiglie in primis, ma anche dei giovani del quartiere, mantenendo sempre una chiara identità votata all’aggregazione sociale. Un attività che riempie di orgoglio Diego e tutta la città e che ci riserverà ancora moltissime sorprese.

Mattia Rigodanza (InFolio)

Tutti lo chiamano Bar del CENTROPARCO ma molto presto diventerà Social Park

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